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Buccio

Francescano di Pietralunga, probabilmente si formò in diritto civile e canonico a Perugia. Considerato della famiglia Bonori, appare come "iurisperitus " nell'atto del 10 gennnaio 1348 con il quale gli venne concessa la cittadinanza di Città di Castello. Nominato vescovo della città tifernate nel 1358, indisse un sinodo durante il quale propose varie misure di riforma del clero. Fu uomo di fiducia del cardinale Albornoz e papa Urbano V che gli affidò, assieme ad altri, la riforma del monastero di Subiaco (1363), oltre ad incaricarlo di stabilire rapporti più stretti tra Firenze e Pisa, che non avevano ripreso il rapporto commerciale nonostante la pace dell'agosto 1364. In rapporto con Giovanni Colombini e i suoi “gesuati”, ebbe un ruolo importante nello sganciare Città di Castello dall’orbita perugina, inserendola in quella romana (1369). Morì nel 1374.